Titoli di efficienza energetica o certificati bianchi

La promozione del risparmio energetico attraverso il meccanismo dei certificati bianchi (noti anche come Titoli di Efficienza Energetica) è stata prevista dai decreti ministeriali del 20 luglio 2004. Il successivo D.Lgs. 102/14, attuazione della Direttiva 2012/27/EU, ha ribadito l'importanza del meccanismo stabilendo che lo stesso rappresenta il regime d'obbligo di efficienza per lo Stato Italiano, prevedendo altresì un contributo dallo stesso a fine 2020 non inferiore al sessanta per cento dell'obiettivo di risparmio energetico nazionale cumulato.

I certificati bianchi sono dei titoli che attestano il conseguimento di risparmi negli usi finali di energia attraverso interventi di incremento dell'efficienza energetica. Al risparmio energetico di ciascun titolo va ad associarsi un valore economico che rende i titoli scambiabili e negoziabili.

Le Pubbliche Amministrazioni possono trarre beneficio dal meccanismo dei CB ad esempio per interventi di efficientamento sull’illuminazione o i trasporti.

Inizialmente assegnata all'ARERA, dal 2 febbraio 2013 l'attività di gestione, valutazione e certificazione dei risparmi correlati ai progetti di efficienza energetica presentati nell'ambito del meccanismo dei titoli di efficienza energetica è stata trasferita al Gestore dei Servizi Energetici (GSE), in attuazione di quanto previsto dall'articolo 5, commi 1 e 2 del decreto interministeriale 28 dicembre 2012. L'ENEA ha supportato sia l'ARERA che il GSE nelle attività di valutazione delle istruttorie e di diffusione della conoscenza del meccanismo stesso, oltre a specifici compiti assegnati dai diversi Decreti di aggiornamento del meccanismo stesso.

Le regole del meccanismo, le procedure di presentazione dei progetti e le statistiche sul meccanismo stesso sono reperibili sul sito del GSE. È disponibile sul sito del GSE l'ultimo rapporto sul meccanismo (edizione gennaio 2019, dati relativi all'anno 2018).

Le procedure di accesso al mercato e le statistiche su valori e quantità dei titoli sono reperibili sul sito del GME.


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