Solai e pareti

E’ stato calcolato che nella maggior parte dei fabbricati costruiti prima del 1977 - anno dell’entrata in vigore delle prime norme per il contenimento dei consumi energetici in edilizia - oltre il 25% del calore prodotto all’interno di un edificio si disperde attraverso le pareti esterne o attraverso pareti e solai interni che separano o coprono locali non riscaldati.

L’isolamento termico, comunemente detto “a cappotto”, consiste nell’applicazione di materiale isolante sull’intero involucro dell’edificio, cioè su tutte quelle superfici che ne delimitano il volume riscaldato: sulle pareti verticali esterne, sui solai di copertura (tetto, sottotetto, terrazza) e sui solai che poggiano a terra o che confinano con locali non riscaldati (porticati, cantine, garage). L’applicazione di materiali isolanti non solo fa ridurre le perdite di calore nella stagione invernale, ma è anche un intervento di risanamento degli ambienti perché elimina la formazione di umidità, muffe o condense.

I materiali utilizzati possono essere di origine organica (sughero, cellulosa, legno, ecc.) e inorganica (fibre di vetro, polistirene, poliuretano, ecc.). A seconda dei casi, questi materiali sono utilizzati sfusi o sotto forma di pannelli rigidi, di materassini, feltri, schiume ecc. Ogni materiale ha prestazioni isolanti diverse e in funzione di queste devono essere definiti gli spessori necessari. Per scegliere l’intervento più conveniente da fare è necessario rivolgersi a un tecnico qualificato e chiedere che sia effettuata una diagnosi energetica (link a “Diagnosi energetica”) dell’edificio.

Gli interventi di isolamento termico beneficiano delle agevolazioni fiscali (link a “Gli incentivi per chi realizza gli interventi”) per la riqualificazione energetica degli edifici


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