Tutti i Paesi UE climaticamente neutri entro il 2050. Gli obiettivi espressi dal Parlamento dell’Unione nella votazione sulla Legge UE sul clima

Giovedì scorso, 1 ottobre 2020, il Parlamento Europeo si è espresso con 392 voti favorevoli, 161 contrari e 142 astensioni sulla nuova legge che punta a render concreti e vincolanti gli obbiettivi di raggiungimento, entro il 2050 e in tutta l’UE, della neutralità climatica. In questo modo le imprese e i cittadini potranno contare su un sicuro riferimento giuridico e la prevedibilità per pianificare la transizione.
Il dibattito parlamentare ha insistito sul fatto che sia l’UE che ogni stato membro debba diventare carbonfree entro la data del 2050, aggiungendo che da quel momento in poi l’Unione Europea dovrà raggiungere l’obiettivo di "emissioni negative". È stata altresì messa in luce la necessità di trovare finanziamenti sufficienti per raggiungere tali mete.
Entro il 31 maggio 2023, la Commissione dovrà indicare, attraverso procedura legislativa ordinaria, una road map comune a tutti gli stati membri che puntualizzi le modalità per raggiungere la neutralità suddetta entro il 2050 e ridurre l'aumento della temperatura globale, in linea con l'accordo di Parigi.
Altra proposta emersa dal dibattito è stata quella della creazione e varo di un Consiglio europeo per i cambiamenti climatici (ECCC), con funzioni di organismo tecnico-scientifico indipendente e finalizzato alla valutazione dei progressi raggiunti di volta in volta lungo il processo delineato.
Sostanzialmente, la Commissione Europea, all’interno della sua proposta modificata di legge sul clima dell'UE, ha indicato un innalzamento della precedente soglia di riduzione delle emissioni di gas serra per tutta la UE, arrivando a proporre una percentuale pari al 60% da raggiungere entro l’anno 2030 e aggiungendo che gli obiettivi nazionali devono essere aumentati in modo equo ed efficiente in termini di costi. Inoltre è stato previsto un obiettivo temporaneo cui arrivare per il 2040, al fine di garantire che il percorso di raggiungimento della neutralità climatica diventi realmente efficace entro il 2050.
Da ultimo i deputati del Parlamento Europeo hanno richiesto che venga eliminata, entro il 31 dicembre 2025 e da ciascun stato membro, qualsiasi forma di sovvenzione, diretta o indiretta, a risorse combustibili di tipo fossile sottolineando altresì la necessità di continuare nella lotta alla povertà energetica.
Dopo il voto, la relatrice del Parlamento Jytte Guteland (Svezia) ha dichiarato: "L'adozione della relazione invia un chiaro messaggio alla Commissione europea e al Consiglio in prospettiva dei prossimi negoziati. Ci aspettiamo che tutti gli Stati membri conseguano la neutralità climatica al più tardi entro il 2050 e abbiamo bisogno di obiettivi intermedi solidi nel 2030 e nel 2040 affinché l'UE possa raggiungere questo traguardo.
Sono inoltre soddisfatta dell’inclusione di un bilancio dei gas a effetto serra, che definisce la quantità totale rimanente di emissioni che potrebbe essere emessa fino al 2050 senza mettere a repentaglio gli impegni dell’Unione ai sensi dell’accordo di Parigi".
Il Parlamento avvierà prossimamente i negoziati con i Paesi UE, appena il Consiglio avrà concordato una posizione comune.


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