Progetto GEAR@SME: pubblicata la guida per promuovere e favorire l'efficienza energetica nelle piccole e medie imprese. La metodologia sarà validata e testata nelle aree industriali di quattro Paesi europei

Il settore delle PMI in Europa (oltre 25 mln) possiede un potenziale enorme di riduzione dei consumi energetici. Finora, tuttavia, questo potenziale è stato sfruttato solo in parte a causa della mancanza di tempo, di capitale e di competenze specifiche.
Per colmare questo gap, la Commissione Europea ha finanziato il progetto GEAR@SME, capitanato dagli olandesi di TNO, e che vede la partecipazione di Certimac, ENEA e CNA Ravenna come partner italiani.
Il progetto, attraverso l'implementazione di un approccio collettivo, si pone l'obiettivo di fornire supporto alle PMI nel loro percorso verso l'efficienza energetica. Il sostegno sarà veicolato attraverso un'organizzazione o un interlocutore già conosciuto e di cui le PMI si fidano che agisca come attore imparziale nel facilitare l'incontro tra le imprese e i fornitori di servizi energetici.

La metodologia GEAR@SME
In questi mesi, i partner del progetto hanno lavorato allo sviluppo di una metodologia comune che parte dalla convinzione che le PMI possano beneficiare dalle azioni di efficienza energetica, ma abbiano tempo e risorse limitate per implementarle.
La metodologia si sviluppa attraverso i principi di attivazione (motivare le PMI ad agire per aumentare l'efficienza energetica), organizzazione (creare reti e opportunità per un'azione comune), abilitazione (fornire conoscenza, supporto e strumenti) e incorporazione (agire all'interno delle strutture esistenti per massimizzare l'efficienza).
All'interno del progetto e attraverso tutta la metodologia stessa, emergono alcuni concetti chiave:

1) Approccio collettivo - a un cluster di PMI vengono offerti gli stessi servizi e attività coordinate e sostenute al fine di scambiare esperienze e aumentare il networking;
2) Lo sviluppo di collettività di PMI unite dal denominatore comune dell'energia che favorisca lo scambio di esperienze e informazioni basate sull'affinità di interessi e la prossimità geografica;
3) L'introduzione del “trusted partner”, il cui ruolo chiave è quello di agire come attore imparziale per favorire l'instaurarsi di un rapporto di mutua fiducia tra le PMI (lato della domanda) e i fornitori di servizi energetici (lato dell'offerta), in modo che le PMI possano sottoporsi ad audit energetici e implementare misure di risparmio energetico;
4) il Ruolo degli Energy Service Suppliers - consulenti energetici, ESCO, operatori di rete e fornitori di tecnologia che forniscono competenze e servizi energetici per le PMI locali;
5) Il potenziale delle Multiplier Organizations, organizzazioni senza scopo di lucro che hanno la capacità di raggiungere e sostenere le PMI a livello regionale o nazionale;
6) La creazione del portale “Energy Efficient SME” che fornirà il materiale a supporto della metodologia.

Per garantire l'efficacia della metodologia, essa sarà testata e convalidata in quattro casi d'uso individuati nelle aree industriali di Germania, Italia, Paesi Bassi e Romania, prima di prima di essere estesa a un gruppo più ampio di cluster locali/regionali in tutta Europa.

"Il manuale è utile per tutte le organizzazioni che vogliono affrontare l'efficienza energetica in collaborazione con le PMI" - spiega Ingrid Nyström di CIT Industriell Energi AB (Svezia) - “come le associazioni di PMI, le autorità energetiche, i governi locali, le ONG o le organizzazioni di ricerca, ma anche per i cluster locali di PMI, i manager dei parchi commerciali, le associazioni industriali, i consulenti locali per l'energia e il clima, o i revisori energetici.”


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