Dipartimento Unità per l'Efficienza Energetica
Agrenzia Nazionale Efficienza Energetica

FIRE pubblica il Rapporto 2021 “Gli Energy Manager in Italia”: cresce il numero delle nomine di una figura centrale per la transizione energetica (e per contenere gli effetti del caro energia)

Il 9 novembre scorso FIRE (Federazione italiana per l'uso razionale dell'energia) ha pubblicato il Rapporto 2021 sugli energy manager: in aumento il numero delle nomine, che rappresenta un prezioso bacino professionale da cui attingere proposte e far fronte alle sfide di questo momento storico.
In totale si registrano 1.702 nominati da soggetti obbligati, a cui si aggiungono 761 nomine da parte di soggetti volontari. In termini percentuali la tendenza attuale fa registrare una crescita delle nomine continua con un +18% dal 2014 a oggi.
Dallo stesso report si evidenzia come il ruolo degli Energy Manager si stia diversificando, superando il compito di gestione dei consumi e spinta verso il risparmio energetico. Tra i nuovi ruoli spiccano quelli di affiancamento alla dirigenza nell’individuare e soddisfare le nuove necessità e richieste provenienti dal mercato e dall’UE, quali ad esempio: agire in un’ottica di sostenibilità, prepararsi a partecipare alle comunità energetiche, potenziare la digitalizzazione ed i nuovi modelli di mobilità, pensare a rafforzare la struttura per cui lavora, ad esempio attraverso l’implementazione di un sistema di gestione dell’energia.
Per quel che riguarda il settore della Pubblica Amministrazione, il ricorso agli Energy Manager non sembra essere altrettanto in crescita come nell’impresa privata. Questo rappresenta un freno per le amministrazioni nel loro percorso di crescita. Malgrado i differenti numeri tra PA e settore privato, la prima registra un incremento rispetto allo scorso anno, specialmente tra Comuni e città metropolitane. Esempio virtuoso è stato quello della Regione Siciliana che ha deciso di vincolare il finanziamento dei PAESC comunali alla nomina dell’energy manager. Più in generale per i soggetti obbligati, quasi l’80% delle nomine riguarda persone interne all’organizzazione, una scelta preferibile per le realtà medio-grandi, che rende l’azione dell’energy manager più efficace. I consulenti esterni rimangono la scelta più gettonata fra i soggetti di dimensioni e consumi minori.
Per quel che riguarda la certificazione, cruciale si rivela la condizione che l’Energy Manager sia un tecnico abilitato come EGE (esperto in gestione energia) secondo la norma UNI CEI 11339. Nei casi in cui l’energy manager sia di alto profilo, è utile che possa avvalersi di collaboratori certificati EGE (se non è un EGE egli stesso). Nel 2020 il numero di EGE nominati è cresciuto rispetto al 2019, che aveva visto una leggera flessione. In particolar modo è cresciuto il numero di consulenti esterni.
Sono in crescita anche le donne, per quanto continuino a rappresentare una quota minoritaria (siamo arrivati al 9%). Rimane tuttavia un sostanziale divario da colmare rispetto ai tecnici di sesso maschile. Ciò dipende in larga misura dalla scarsa presenza femminile in passato nei corsi di laurea da cui tipicamente provengono molti energy manager, come ingegneria meccanica ed energetica.
Altro punto debole dell’attuale impiego degli Energy Manager sta nel loro inquadramento aziendale: appena in un terzo dei casi si tratta di dirigenti. È questo un aspetto che stride con le dichiarazioni di sostenibilità e decarbonizzazione di tante imprese ed enti. Nel rapporto sono pubblicati anche i risultati di due indagini svolte su temi di attualità: l’impatto della pandemia sulle attività degli energy manager e alcune trasformazioni in corso sulle forniture di elettricità e gas naturale.
Lo studio è stato realizzato da FIRE nell’ambito della Convenzione a titolo non oneroso del 18 dicembre 2014 con il Ministero dello Sviluppo Economico “per la promozione e la formazione della figura del tecnico responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia” nominato ai sensi dell’articolo 19 della legge 9 gennaio 1991 n.10.

Il Dipartimento Unità Efficienza Energetica svolge il ruolo di Agenzia Nazionale per l’Efficienza Energetica assegnato ad ENEA ed intende essere il riferimento nazionale in tema di efficienza energetica nei confronti della pubblica amministrazione, dei cittadini, delle imprese e del territorio, rendendo disponibili metodologie e soluzioni innovative e attività di supporto tecnico-scientifico per l’uso efficiente dell’energia, la riduzione dei consumi energetici e l’ottimizzazione dei processi, con forte attenzione alla qualità e alla responsabilità sociale

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