Dipartimento Unità per l'Efficienza Energetica
Agrenzia Nazionale Efficienza Energetica

UE alla ricerca di standard comuni per misurare le emissioni di carbonio incorporate dagli edifici

Sulla strada della decarbonizzazione del settore edile, la Commissione europea sta valutando la possibilità di introdurre un nuovo requisito per calcolare le emissioni di CO₂ legate ai materiali da costruzione durante tutto il loro ciclo di vita, allo scopo di ridurne l’impatto ambientale. Al momento l’approccio da parte della Commissione è improntato alla cautela e si sta concentrando prevalentemente sulla ricerca di una metodologia comune per rilevare l’impronta ambientale degli edifici.

Nell’Unione Europea questi ultimi sono responsabili di circa il 40% del consumo energetico e del 36% delle emissioni di gas serra. In vista dell’ambizioso traguardo di zero emissioni al 2050, la Commissione UE è orientata a introdurre standard minimi di prestazione energetica per tutti gli edifici entro il 2035, nell’ambito della revisione della direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia dell'UE (EPBD) prevista per il prossimo 14 dicembre.

Dalla bozza di revisione emerge una possibile richiesta ai partner UE di trasmettere un quadro generale delle azioni prese in esame e degli eventuali strumenti di calcolo già in uso per far fronte alla riduzione delle emissioni di CO₂ durante l'intero ciclo di vita degli edifici: dalla costruzione, alla ristrutturazione, dal funzionamento al fine vita.

Tra le misure al vaglio della Commissione figura anche l’inserimento di una categoria Whole Life Carbon (WLC) non obbligatoria negli attestati di prestazione energetica (EPC) per gli edifici. Sempre secondo la bozza, dal 1° gennaio 2027 per tutti i nuovi edifici con superficie utile maggiore di 2000 mq e dal 1° gennaio 2030 per tutti i nuovi edifici è prevista l’introduzione del calcolo del potenziale di riscaldamento globale del ciclo di vita (GWP).

Gli eventuali strumenti di calcolo in vigore a livello nazionale possono essere utilizzati laddove in linea con i requisiti dell’iniziativa Level(s), lanciata nel 2018 per migliorare le prestazioni di sostenibilità degli edifici in tutta Europa.

Nella ricerca di uno standard comune emerge come una delle differenze principali sia rappresentata dalle emissioni di CO₂ degli edifici che in Francia, ad esempio, sono meno elevate rispetto ad altri partner UE a causa del mix energetico a minore intensità di carbonio.

Secondo alcune stime, nelle nuove costruzioni del Paese transalpino il carbonio incorporato potrebbe rappresentare fino al 75% dell'impronta di carbonio totale. Per questo Parigi all’inizio del 2022 darà il via a un nuovo un regolamento nazionale che prenderà in considerazione l'impatto del carbonio relativo alla totalità dei materiali utilizzati in un edificio, dalla fase di costruzione alla demolizione.

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