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Ristrutturazioni edilizie a lungo termine: la Commissione Europea indica le buone pratiche

La Commissione Europea lo scorso 31 marzo ha pubblicato un'analisi preliminare delle strategie di rinnovamento a lungo termine (LTRS) di 13 stati membri (tra questi non vi è l’Italia) presentate ai sensi della direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia del 2018 (EPBD). L'analisi della Commissione evidenzia le buone pratiche proposte dai governi nazionali per la ristrutturazione e la riqualificazione energetica dei propri parchi immobiliari. Lo Staff Working Document analizza le strategie che sono state presentate alla Commissione entro la metà di novembre del 2020. Questa prima valutazione sarà completata da una successiva analisi dedicata alle strategie degli altri Paesi. L’analisi contribuirà anche all'attuazione della strategia Renovation Wave (Ondata di ristrutturazioni), all'analisi in corso della Commissione dei Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza e alla promozione dell'efficienza energetica. Ai sensi della direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia (EPBD) del 2018, tutti i paesi dell'UE erano tenuti a presentare alla Commissione una strategia di ristrutturazione a lungo termine che delineasse i piani per sostenere la ristrutturazione del proprio parco immobiliare nazionale in un parco immobiliare ad alta efficienza energetica e decarbonizzato entro il 2050. Alcuni di questi elementi si sono sovrapposti ai Piani Nazionali Integrati per l’Energia e il Clima, delineando come gli Stati membri intendono raggiungere gli obiettivi climatici del 2030.
L'analisi di 148 pagine contiene una valutazione complessiva delle diverse strategie, elenca le misure pianificate e analizza ogni strategia separatamente pur seguendo un modello comune. Rileva, ad esempio, che i sistemi olandese, danese e francese prevedono una qualche forma di standard minimi obbligatori di prestazione energetica, mentre Danimarca, Austria, Cipro ed Estonia intendono rafforzare il sistema del certificato di prestazione energetica.
Ricordando la stima effettuata nella strategia Renovation Wave secondo cui sono necessari circa 275 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi per ridurre le emissioni di gas a effetto serra dell'UE almeno del 55% entro il 2030, la valutazione esamina da vicino quanto previsto in termini di garanzia di adeguati e ben mirati finanziamenti. Fra l’altro in termini di utilizzo degli incentivi fiscali per promuovere la ristrutturazione degli edifici, come raccomandato ancora nella strategia Renovation Wave, il documento individua come buona pratica il sistema di detrazione fiscale in Germania e Danimarca e aliquote IVA inferiori per le misure di risparmio energetico in Francia e Cipro.
Per quanto riguarda la povertà energetica, il documento segnala la strategia nazionale per la povertà energetica della Spagna e in Francia l'Osservatorio nazionale della povertà energetica (ONPE).


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