Le direttive europee


La Direttiva 2009/29/CE

nota come “pacchetto clima-energia 20-20-20”, l’U.E. ha fissato gli obietti di ridurre le emissioni di gas serra del 20%, alzare al 20% la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili e portare al 20% il risparmio energetico entro il 2020 rispetto ai valori  del 1990. Direttiva 2009/29/CE

La Direttiva 2010/31/UE

ha promosso il miglioramento della prestazione energetica degli edifici all’interno dell’Unione, chiedendo agli Stati di individuare una metodologia comune per calcolare e certificare la prestazione energetica di un edificio, di fissare requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici e le modalità di ispezione e manutenzione degli impianti di climatizzazione dell’aria e di produzione di acqua calda. Di mettere a punto un piano di azione nazionale per promuovere la realizzazione di edifici a energia quasi zero e la riqualificazione del parco edilizio esistente, a partire dagli edifici della Pubblica amministrazione, che, così, viene invitata ad assumere un ruolo “esemplare”. 

Inoltre, per promuovere la realizzazione di edifici a energia quasi zero e l’uso di energia da fonti rinnovabili, questa direttiva invita gli Stati membri ad elaborare programmi di sostegno finanziario nazionali o regionali e mettere in campo azioni per la formazione e certificazione di nuove figure professionali e per l’informazione dei cittadini. Direttiva 2010/31/UE

La Direttiva 2012/27/UE 

che ha modificato le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abrogato le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE, riprende i criteri presenti nella Direttiva 2010/31/UE.

Questa direttiva rimarca il ruolo strategico dell’efficienza energetica nel settore civile e chiede agli Stati membri di risparmiare energia fissando obiettivi nazionali indicativi di efficienza energetica. Introduce l’obbligo di eseguire l’audit energeticoper le grandi imprese e di promuoverlo per le PMI. Chiede che vengano messi a punto strumenti di finanziamento per favorire le misure di efficienza energetica e che vengano messi a disposizione adeguati programmi di formazione e  sistemi di certificazione per le nuove figure professionali e che venga svolta una adeguata  attività di informazione.

Conferma il ruolo esemplare della pubblica amministrazione prescrivendo agli Stati membri una serie di azioni e interventi da mettere in campo sugli edifici della PA centrale: ”dal 10 gennaio 2014 il 3 % degli edifici con una superficie superiore a 500m2, di proprietà del proprio governo centrale e da esso occupati deve essere ristrutturata ogni anno per rispettare almeno i requisiti minimi di prestazione energetica, e a partire dal 9 luglio 2015 tale soglia è portata a 250m2Direttiva 2012/27/UE