Sen, Coordinamento Free: troppo gas, poche biomasse e Fer elettriche

Sen, Coordinamento Free: troppo gas, poche biomasse e Fer elettriche

(Staffetta Quotidiana) - “Definire meglio gli obiettivi su mobilità elettrica”. Il commento del presidente GB Zorzoli - La Sen assegna un ruolo “eccessivo” al gas “col rischio di promuovere costosi investimenti non necessari”, mentre è “incredibile” la “riduzione del ruolo delle biomasse” nel settore termico e vanno definiti meglio gli obiettivi su rinnovabili e mobilità elettrica. Queste le principali osservazioni del presidente del Coordinamento Free, GB Zorzoli, sul documento messo in consultazione dal ministero dello Sviluppo economico. Secondo Zorzoli "il documento sulla Sen segna una discontinuità rispetto ad analoghi documenti del passato” perché “è il frutto di un complesso lavoro di elaborazione, che ha visto impegnate le principali strutture tecniche del Paese e ha in parte recepito le indicazioni provenienti dagli stakeholder impegnati nella promozione di uno sviluppo ambientalmente sostenibile, come conferma il ruolo attribuito all'efficienza energetica e alle fonti rinnovabili”. "È inoltre apprezzabile – prosegue la nota – l'attenzione per la prima volta data al problema della povertà energetica, con proposte puntuali e condivisibili che, se attuate, rappresenterebbero l'alternativa vincente ai limiti e alle insufficienze dei provvedimenti oggi in vigore”, come è “importante avere considerato la Sen come strumento propedeutico alla definizione del Piano nazionale clima-energia”, anche se la scelta è “contraddetta dall'assenza, nel documento in consultazione, di uno scenario al 2050” che “impedisce di verificare la congruenza tra gli obiettivi al 2030 e quelli a lungo termine e quanti degli investimenti in infrastrutture, indicati nella Sen, e destinati a operare ben oltre il 2030, siano effettivamente necessari”. Secondo Zorzoli il documento non indica con sufficiente dettaglio le misure da prendere per le fonti rinnovabili e la mobilità sostenibile, che sono “generiche nel primo caso” e “vaghe nel secondo, per cui l'indicazione, contenuta del documento, di una diffusione complessiva nel 2030 di quasi 5 milioni di veicoli elettrici o plug-in, obiettivo non particolarmente coraggioso, ma interessante, non è adeguatamente giustificata”. “Insufficiente” viene definito l'obiettivo sulle rinnovabili elettriche (48-50% dei consumi elettrici), mentre è sovrastimato il contributo delle rinnovabili termiche: “l'incredibile riduzione del ruolo delle biomasse farebbe in pratica ricadere sulle sole pompe di calore il compito di far passare le rinnovabili termiche dal 19,2% del 2015 al comunque molto ambizioso 28-30% nel 2030”, un “impegno irrealizzabile perfino per una tecnologia così promettente”.  Per le biomasse serve secondo Zorzoli “un ruolo più adeguato” mentre per le Fer elettriche serve una quota del 50-55% sui consumi”. Quanto alla necessità di backup, asecondo Zorzoli “la conservazione di condizioni di adeguatezza del sistema elettrico potrà essere realizzata grazie alle sinergie tra i contributi delle diverse tecnologie di accumulo e l'applicazione estesa, come in altri paesi, della demand response, senza quindi ricorrere a nuovi impianti a ciclo combinato, soluzione viceversa indicata dal documento di consultazione. A conferma – conclude la nota – dell'eccessivo ruolo assegnato al gas, col rischio di promuovere costosi investimenti non necessari”.