Efficienza, l'appello delle industrie europee

Efficienza, l'appello delle industrie europee

(Staffetta Quotidiana) - Le perplessità dell'Italia sull'obbligo di riduzione dei consumi finali dell'1,5% l'anno. L'associazione Eu Ase chiede ai ministri più ambizione nella nuova direttiva europea “L'Italia ha manifestato ingiustificate e preoccupanti perplessità sulla proposta di estendere al 2030 l'impegno a ridurre dell'1,5% le vendite medie annue di energia ai clienti finali, prevista dall'articolo 7 della direttiva” Ue sull'efficienza parte del pacchetto Energia pulita per tutti. Lo sottolinea il Coordinamento Free in una nota in cui si associa alle posizioni espresse dalle aziende aderenti all'European Alliance to Save Energy (EU-ASE) in una lettera indirizzata al Ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, in merito alla posizione assunta lo scorso 18 e 19 maggio, nel corso del Consiglio informale dei Ministri dell'energia. relativamente alla proposta di riforma dell'articolo 7 della Direttiva europea sull'efficienza energetica, contenuta nel Clean Energy Package. L'Italia, rappresentata da Gilberto Dialuce, si è detta comunque favorevole ad innalzare l'obiettivo dell'efficienza energetica al 30% al 2030, ma senza l'altra misura, secondo il Free, “rischia di indebolire lo spirito e gli obiettivi della nuova Direttiva sull'efficienza energetica, obiettivo troppo spesso relegato al ruolo di Cenerentola nel quadro delle norme relative al settore energetico, mentre rappresenta uno strumento potenzialmente decisivo per garantire lo sviluppo sostenibile e il rilancio del settore edilizio”. Giovedì, nel giorno dell'avvio del Consiglio Energia informale a Malta, Eu Ase (che raccoglie alcune grandi aziende come Philips e Siemens) ha diffuso un comunicato in cui esprimeva preoccupazione sulle “proposte di indebolire ulteriormente le disposizioni vincolanti per la riduzione dei consumi finali dell'1,5% l'anno (articolo 7)”.