Presentato al Mise il report sul tema del cambiamento comportamentale promosso dagli Stati generali (Enea/EfficiencyKNow)

Presentato al Mise il report sul tema del cambiamento comportamentale promosso dagli Stati generali (Enea/EfficiencyKNow)

(Quotidiano Energia) - Primo report sul tema promosso dagli Stati generali (Enea/EfficiencyKNow) e presentato al Mise. Dati Ue/Aie parlano di un impatto dal 5% al 20% sui risparmi energetici. Gli esiti dell’indagine - Assieme alle opportunità offerte dall'innovazione tecnologica occorre promuovere una maggiore attenzione al ruolo virtuoso dei comportamenti individuali o sociali per far sviluppare l'efficienza energetica. E' quanto emerge dal primo report in Italia dedicato alla tematica, promosso dagli Stati Generali Efficienza Energetica (iniziativa Enea in collaborazione con EfficiencyKNow) e presentato oggi al ministero dello Sviluppo economico. "I programmi sul cambiamento comportamentale stanno ricevendo sempre più attenzione sulla scena europea ed internazionale - ha sottolineato Federico Testa, presidente dell'Enea - perché ritenuti in grado di poter offrire opportunità finora inesplorate: da un lato strumenti di business e risparmi energetici significativi non considerati, e, dall'altro un beneficio ambientale tangibile e diffuso". Secondo i dati della UE e dell'Agenzia internazionale per l'energia, rimarca infatti una nota, le modifiche di comportamento che fanno crescere la domanda di efficienza energetica (quelli direttamente collegati all'uso ottimale delle tecnologie correnti o quelli più strettamente legati a un vero e proprio cambiamento culturale) potrebbero consentire un risparmio energetico dal 5 al 20% della spesa complessivo dei consumatori. E proprio all'interno del documento di consultazione pubblica sulla Sen "le misure legate al cambiamento comportamentale e all'efficienza energetica assumono un ruolo centrale, così come nel decreto sui Certificati Bianchi", hanno evidenziato Mauro Mallone del Mise, Davide Valenzano del Gse e il deputato della commissione Attività produttive Vinicio Peluffo. Best practice dedicate al tema sono state presentate dall'a.d. di E.ON Italia Péter Ilyés e dal direttore Affari Istituzionali Schneider Electric Laura Bruni. Il report è stato realizzato sulla base di oltre 500 interviste rivolte a studenti universitari di tutt'Italia. Gli studenti, ha spiegato il presidente degli Stati Generali, Alessandro Ortis, sono un target "speciale" in quanto rivestono il doppio ruolo di futuri consumatori e professionisti e, in molti casi, "sperimentatori" di un modello di vita indipendente da quella familiare. Dalla consultazione è emerso che per il 93% degli intervistati il cambiamento climatico è un problema molto sentito che richiede un'azione immediata dei policy maker. Circa il 68% ha risposto di ritenersi informato ma ha sottolineato la necessità di sensibilizzare maggiormente il mondo universitario sulla tematica. Circa il 92% degli intervistati ritiene inoltre necessario ridurre i propri consumi e, allo stesso tempo, gli studenti vorrebbero impegnarsi ad aiutare l'università a risparmiare energia. Sulle modalità di risparmio, invece, emergono problematiche legate a difficoltà innanzitutto strutturali degli edifici universitari.